Cos’è?

COS’E’ LA PRESSIONE INTRAOCULARE- Quando si parla di pressione oculare o pressione intraoculare si fa riferimento alla tensione dell’umor acqueo, cioè quel liquido che riempie la camera anteriore dell’occhio e che riveste una funzione tanto visiva quanto di mantenimento morfologico oculare.

L’umor acqueo viene prodotto a livello dei processi ciliari passando poi in camera anteriore dove viene smaltito principalmente tramite il trabecolato, struttura situata a livello dell’angolo formato da cornea ed iride. Parte dello smaltimento avviene poi attraverso le vie uveo-sclerali.

Quando vi è un’eccessiva produzione o un insufficiente smaltimento dell’umor acqueo si riscontra un aumento della pressione intraoculare. Il limite della norma per la pressione intraoculare viene considerato fino a 20-21 mmHg (millimetri di mercurio).

Il riscontro di un valore elevato di pressione intraoculare non è automaticamente diagnosi di Glaucoma, ma rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di tale patologia. Si parla in questi casi di Glaucoma Sospetto.

COS’E’ IL GLAUCOMA– Il glaucoma viene definito come una condizione in cui la pressione intraoculare elevata costante causa dei danni al nervo ottico tramite la compromissione di terminazioni nervose retiniche. A causa di questo fenomeno si ottiene una progressiva perdita della visione inizialmente limitata alla porzione periferica ed una diffusa perdita della sensibilità retinica.

 

Quali sono le cause ed i fattori di rischio?

Esistono più tipologie di Glaucoma, a seconda delle caratteristiche cliniche riscontrabili e delle strutture oculari coinvolte:

GLAUCOMA AD ANGOLO APERTO. Rappresenta la forma più comune di glaucoma ed avviene a causa di una ridotta efficacia del trabecolato nello smaltimento dell’umor acqueo. Tipicamente il glaucoma ad angolo aperto non presenta sintomi nei primi stadi, mentre è possibile notare delle aree periferiche di ridotta visione solo nelle fasi avanzate che prevedono un’ampia compromissione delle fibre del nervo ottico.

GLAUCOMA A BASSA PRESSIONE. In questo caso la pressione intraoculare può presentarsi al limite superiore della norma o addirittura entro i limiti. Nonostante questo, vengono riscontrati danni al nervo ottico, perdita della visione periferica e riduzione della sensibilità retinica diffusa.

GLAUCOMA AD ANGOLO CHIUSO. Avviene quando l’angolo formato da cornea ed iride ostacola il drenaggio dell’umor acqueo favorendo un incremento della pressione intraoculare. La chiusura dell’angolo può causare un aumento repentino della pressione, dando origine al cosiddetto attacco di glaucoma acuto, emergenza  frequentemente dolorosa ed associata ad un importante danno a carico del nervo ottico. Tra i sintomi dell’attacco di glaucoma acuto troviamo una visione improvvisamente sfuocata, dolore oculare, mal di testa, nausea e comparsa di aloni o anelli colorati nella visione.

GLAUCOMA SECONDARIO. E’ normalmente causato da un’altra condizione o patologia oculare. Può seguire ad un trauma oculare o ad un’assunzione prolungata di cortisonici. Le forme più diffuse di glaucoma secondario sono quella pseudoesfoliativa, pigmentaria o neovascolare.

Quali sono i sintomi ed i test diagnostici da effettuare?

Data la natura silente e priva di sintomi percepibili dal paziente affetto da Glaucoma, è di fondamentale importanza effettuare una diagnosi precoce della patologia ed instaurare un corretto regime terapeutico e di monitoraggio. I sintomi infatti possono insorgere solo in caso di iniziale compromissione del campo visivo (Glaucoma già avanzato) o di attacco acuto di Glaucoma.

Oltre alla normale misurazione della pressione intraoculare effettuata durante la routine di visita, lo studio approfondito del quadro clinico del Glaucoma prevede l’esecuzione di alcune indagini quali:

CAMPO VISIVO– L’esame del campo visivo serve ad offrire una rappresentazione del livello di sensibilità retinica e dei danni visivi causati dal Glaucoma. L’esame viene eseguito seguendo dei protocolli standardizzati che permettono di offrire una valutazione della eventuale progressione del danno campimetrico nel tempo. L’esame prevede un buon livello di collaborazione del paziente al fine di ottenere un dato attendibile.

IMAGING DELL’ANGOLO IRIDO-CORNEALE. L’esame, eseguito tramite Scheimpflug Camera, permette di misurare l’ampiezza dell’angolo irido corneale e di valutarne lo sviluppo su 360° evidenziando eventuali restrizioni o anomalie.

MISURAZIONE SPESSORE CORNEALE. L’esame permette di misurare con accuratezza e precisione lo spessore corneale e di relazionare questo parametro al valore di pressione intraoculare rilevato dal tonometro, che deve intendersi riferito a cornee di spessore standard (circa 550 mn). La pressione intraoculare reale infatti è più alta nel caso di cornee sottili e più bassa nel caso di cornee di maggior spessore.

OCT (TOMOGRAFIA OTTICA COMPUTERIZZATA). Questo esame permette di determinare lo spessore delle fibre nervose e di rilevarne una riduzione, tipico segno precoce del glaucoma. Inoltre grazie a questa scansione è possibile misurare i vari parametri della papilla ottica rilevandone una eventuale escavazione, altro segno precoce della patologia.